Lovers9

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“Papà tu sei uno “Strego”?”
La verità, figlia mia, è che oggi ci sono e come gli Streghi. Anche troppi, che porgono mele avvelenate alle loro donne. Che uccidono, loro dicono per amore, ma l’amore è vita, è libertà.
L’amore è accettare che le donne sono un dono che ci viene concesso, e che bisogna meritarsi.
E quando non si è all’altezza dell’amore bisogna arrendersi alla loro libertà di scegliere, di abbandonare, di cambiare, di salvarsi, di troncare, di non appartenere, di non essere possedute. Perchè alle donne dobbiamo noi stessi. Nel loro grembo risiede la culla della vita, e dal loro ventre si snoda il cordone ombelicale di tutti noi. Non c’è uomo che non debba la propria vita a questo filo di sangue e nutrimento che lo lega a una donna. Non c’è violenza, anche solo verbale, contro una donna, che non sia irriconoscente e delittuosa verso questo legame ancestrale.
E mi ritrovo a pensare che troppe vite di donne finiscono nel sangue, lo stesso sangue da cui la vita sgorga alla nascita.
Penso che i nomi non nascano per caso. E tu porti un nome che significa “forza, potenza” e “lotta, battaglia”. Fallo in nome di tutte le donne, Matilde, lotta con amore.
Io da uomo, prima che da padre, sarò sempre al tuo fianco.
(Andrea Melis)

Lovers_7

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Ascoltare l’amore
Cosa ci piace mentre facciamo l’amore. Ci piace ascoltare.
Ma come facciamo capire, alla maggiorparte degli uomini, che ci eccitiamo con l’udito. Come potremo fare? Se proviamo piacere è più forte la relazione amorosa, è più forte il piacere in se stesso. Se c’è relazione e scambio, il piacere passa da me a te e viceversa. Allora si intensifica e ti porta fino ad estremi che sconosciamo. Ma come farlo comprendere agli uomini? Io per ora penso solo di spaccargli la testa e farglielo entrare. La Wislawa Szymborska avrebbe detto: “Ascolta come mi batte forte il tuo cuore”.
(Elvira Fusto)

Lovers_6

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Perché non dicono che l’aborto è un lutto?

Tu sei nato, eccome se sei nato, ma sei nato morto. Avevi poco più di quattro mesi. Anche se non ho mangiato il prosciutto cotto, sei morto lo stesso. Il medico mi diceva che c’erano troppi conservanti, e fanno male ad un bambino.
Non mi hanno dato il tuo corpicino gracile e fatto, fatto di vita. Ma neanch’io glielo ho chiesto. Ti hanno preso non per un morto, per qualcosa che non è passato dalla vita, un pezzo di plastica, non saprei dirti, un cartone sfatto. E non ti ho potuto seppellire, non sapevo di aver perso un figlio, e anche l’avessi saputo cosa potevo fare? Avrei chiesto di darmi il tuo corpo – chissà in quali condizioni lo riducono, come lo trattano un bambino abortito? Sono delicati? Ma cosa hanno fatto? Non lo so, ma ora voglio saperlo – ti avrei costruito io stessa una piccola bara, oppure avrei adattato al tuo corpicino magari una bella scatolina come quella che ti regalano quando compri dei buoni cosmetici americani, tutta a fiori e resistente. Ti avrei messo lì, ordinato come si fa con le mutandine ben piegate e messe in uno scomparto, e dopo avrei dovuto seppellirti nel silenzio di una valle a riparo di qualche cacciatore, sull’Etna. Cosa avrei potuto dire a un prete di fare un rito funerale? E ai medici cosa avrei dovuto dire? Di trattarti bene perché poi ti avrei voluto integro, composto, per metterti in una piccola bara e darti un pezzetto di terra rosa dove dormire. Ti avrei cantato: “Dream, dream, dream”.
(Elvira Fusto)

Lovers_5

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Fidanzamento fuoco e fulmini

Ehi Margherita? Ti ricordi quando mi fidanzai con Renato? Lui aveva una moglie, ma io mi fidanzai lo stesso. Lui voleva lasciarla, ed io rimasi fidanzata lo stesso, lui non la lasciò ed io… rimasi fidanzata lo stesso!
Lo stesso lui voleva una madre come sua moglie ed io cercavo un padre, come lui. Ma ve la immaginate la nostra relazione? Era come stare tutto il tempo al buio, oh dieci anni, e se per caso ci si incontrava ci palpavamo per riconoscerci. Ci illudevamo che io ero sua madre e lui era mio padre. Una volte si accese una lampadina e fulminò tutti e due.

(Elvira Fusto)

Lovers_4

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Missione sotterranea

Se non eri così grande, non ti avrei mai guardato, gigante come sei scagli dolci sentenze, io mi abbasso al tuo volere, mi sottometto ai tuoi mutamenti perché ogni volta che calo la testa vado verso una missione sotterranea che solo Dio sa.
Elvira Fusto

Lovers_3

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Tiene il ragno un gomitolo d’argento
Con due mani invisibili
E in una danza dolce e solitaria ..
Sdipana il filo di perla.
Di nulla in nulla avanza
Col suo lavoro immateriale.
Ricopre i nostri arazzi con i suoi
Nella metà del tempo.
Gli basta un’ora ad innalzare estreme
Teorie di luce
Pende poi dalla cima di una scopa,
Dimenticando ogni sua sottigliezza.

Teorie di luce, Emily Dickinson