Linee_9

Linee_9

Camminare all’indietro

E’ assai raro incontrarsi per intenti, riconoscersi, quando succede tutto diventa facile. La comprensione avviene senza sforzi, bastano suoni e niente parole, solo affinità. Mi è successo poche volte. Non so ancora che cosa accade, ma è simile alla musica, arriva dritta al cuore, senza filtri, senza mente. E’ centrale, puntuale, ha la stessa precisione del tiro con l’arco giapponese. E’ talmente perfetta che solo sfiorarla ti pare peccato.
E il cuore, se puro, lo riconosce. Se è come quello di Francesco, il bambino che incontro al tennis, lo sa. Dopo ogni partita stiamo seduti a bere il gatorade, lui mette la mano tra la mia e la sua gamba, ci piace sentire così i nostri cuori, di mezzo ci sono la mia gonna e i suoi pantaloni. Quella mano è tutto il mondo, come il suoi occhi che mi vedono sparire mentre cammina all’indietro quando se ne va. E’ lì che lascio cadere ogni sapere.
Ho visto in te la mia l’innocenza e quella di Francesco, l’infantile e la saggia. Ma non ti ho visto camminare all’indietro.
(Elvira Fusto)

Sedute_10

Sedute_10

La sola, l’isolata e la solitaria

Sola, isolata, solitaria. Sono la donna a tre teste, come un’antico mito greco. Questa triade è sempre con me, scherza, ride, mi gabba con il gioco napoletano del “tre oro vince e perde”. Beffarda sorride e poi in un semplice silenzio trova pace. Ha fretta e mi porta via, vuole stare in cagnesco, vuole amare ma non lo sa fare. Si isola. Poi lo sa fare.
Mi hanno detto che sono soltanto una bambina, è vero hanno fatto centro!
(Elvira Fusto)

Bambini_6

Bambini_6

Urla, ha la collera, sta seduto in punta sulla sedia, si agita, si calma, ma poi alza di nuovo la voce, sbatte i pugni dove capita prima, sarcasmo sulla bocca, un po’ di schiuma…
Ma dov’è quel bambino che con un semplice pagliaccetto sorrideva davanti al fotografo. O davanti a suo padre?
Quel bambino vuole essere come suo padre. Vuole bere e bere. Vuole punire suo figlio come suo padre, sfilandosi la cinghia dai pantaloni. Quel bambino non ha ancora un figlio, ma è sulla buona strada…
(Elvira Fusto)

Nature_5

Nature_5

Erutti
Ho bisogno di aria tersa, di acqua limpida, di colori tranquilli, odori freschi e calmanti.
Sono al sicuro, accolgo la forza calma, la chiarezza, la gioia e l’amore incondizionato.
Intanto la bocca dello stomaco va a fuoco, brucia, brucia… parla, parla, erutta, erutta mostruosamente.
(Elvira Fusto)

Nature_4

Nature_4

Formiche con gusto
E’ piacevole pestare le formiche che scorrono sul muro di casa. Una punizione finita. E quando non ci sei le finisci con la polvere di veleno Baikon, che agisce in tua assenza. Torni e sei soddisfatto dei minuscoli corpi accartocciati sotto la balaustra del davanzale. Ti senti a posto. Se avessero la stazza degli uomini si parlerebbe di strage: in questo caso la crudeltà e doppia: l’ingombro è minimo, le due forze sono dispari, eppure le elimini, ci provi un gusto lungo e maledetto, un solletico inspiegabile.

Istant_22

Istant_22

Ora ti lascio sola!

Sola. Mi sento sola. Ho lo stomaco vuoto. Sono sola e sperduta. Sono sola e paura. Sono sola e ansia. Sola, talmente sola e muoio di solitudine. Vuoto, vuoto, vuoto.
Lo so, sono ridicola a farmi governare dalla mia mente che scaltra mi mente. Ora ti lascio sola!
(Elvira Fusto)