Istant_13

Istant_12

Stelle al limone

Certe vite vanno da una parte, sempre da una parte, come se il nuovo li spaventasse, come se avessero le ginocchia marce e le caviglie bucherellate. Ma poi quanto ci vuole a comprare un filo di stelle e metterlo nell’albero del limone in giardino?
(Elvira Fusto)

Istant_12

Istant_12

… Mia madre ha un mulino e un figlio infedele
gli inzucchera il naso di torta di mele
Mia madre e il mulino son nati ridendo
volta la carta c’è un pilota biondo
Pilota biondo camicie di seta
cappello di volpe sorriso da atleta

Angiolina seduta in cucina che piange, che mangia insalata di more.
Ragazzo straniero ha un disco d’orchestra che gira veloce che parla d’amore
Ragazzo straniero ha un disco d’orchestra che gira veloce che parla d’amore…

Fabrizio De Andrè, Volta la carta

Sedute_4

Sedute_2

La moglie russa

Prendete quest’uomo si fa tagliare in quattro dalla luce, è distratto, ha litigato con sua moglie ed è uscito fuori a buttare la spazzatura. Fuori. E’ vicino ad un cassonetto, parla al telefono, parla, parla, si fanno le undici e parla ancora. (Ma avete notato che a tarda sera molti uomini sono per strada con la spazzatura in mano mentre parlano al telefono?) Sta litigando, pensate che continui a litigare con la moglie al telefono? Può darsi. Un mio amico dice che solito a quell’ora parla alle sue amanti, che lo fa dopo aver buttato la spazzatura. Per questo fa tardi e quando rientra trova sua moglie che russa.
Elvira Fusto

Sedute_3

Sedute_1

La madre di De Chirico

E ancora una volta fu il deserto e la notte. Di nuovo tutto dormiva nell’immobilità e nel silenzio. D’un tratto Ebdòmero riconobbe gli occhi di suo padre negli occhi di quella donna; e allora capì. Essa parlò d’immortalità, nella grande notte senza stelle.
Il pensiero suo, all’aura dolcissima della voce che aveva udito, cedette lentamente e finì con l’abbandonarsi del tutto. S’abbandonò all’onde carezzevoli della voce indimenticabile e su quell’onde partì verso ignote e strane plaghe… partì in un tepore di sole occiduo, ridente alle cerulee solitudini…
Intanto, tra il cielo e la vasta distesa dei mari, isole verdi, isole meravigliose passavano lentamente, come passano le unità di una squadra davanti alla nave ammiraglia mentre, su in alto, lunghe teorie di uccelli sublimi, d’un candore immacolato volavano cantando…
Giorgio De Chirico, Ebdòmero