Linee_4

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Dall’alto della bicicletta, il mondo è diverso. Innanzi tutto, proprio grazie all’innalzamento del punto di vista il ciclista è indiscutibilmente, fuori dalla mischia. Busto eretto, mento in alto, il ciclista fluttua al di sopra della moltitudine, senza disprezzo, ma senza nemmeno curarsi delle desolanti contingenze della terraferma.

Didier Tronchet, Piccolo trattato di ciclosofia

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Istant_3

Istant_3

Il servo di scena

ll servo di scena lavora nell’ombra, in secondo piano, magari non ha nemmeno battute da dire; sposta gli oggetti, lavora sul palco e dietro le quinte, organizza, manovra, fatica. Non per sé, ma per lo spettacolo. Lavora perché tutto sia in armonia e la rappresentazione sia un trionfo per tutti. Non deve mantenere la postura, non ha un contegno da esibire, un ruolo da ostentare; non ha un costume che lo impaccia né una parrucca che lo intriga, può correre avanti, chino, fare e brigare, recuperare gli oggetti caduti, aggiustare, sistemare e liberare la scena. Essendo sé stesso, mostrandosi qual è: servo di scena. Un ruolo basso? Sì, come sono basse le fondamenta di un edificio. (Elvira Fusto)

Istant_2

Istant_2

Memorie dal sottosuolo

Ma quanto amore, signore, quanto amore ho vissuto io un tempo in questi miei sogni, in questi “salvataggi in tutto ciò che è bello e sublime”: seppure un amore di fantasia, che non era mai stato applicato mai in pratica a niente di umano, ma ce n’era talmente, di questo amore, che poi, in pratica, non si percepiva nemmeno più la necessità di applicarlo: sarebbe stato già un lusso superfluo.

Memorie dal sottosuolo, Fëdor Dostoevskij

Lovers_2

Lovers_2

Destini

Magari qualcosa, una moneta che cade, un piccolo braccialetto che si impiglia alla maglia di qualcuno, uno scontrino che scivola via, cambia il destino di una persona. E quella persona, per un piccolo, banalissimo gesto, non farà più le stesse cose che avrebbe fatto invece se quel gesto non si fosse verificato. E la sua vita prende un altro binario. Magari per sempre. Magari per un po’ soltanto. Chissà.

Sotto scacco, Stefano Benni

Lovers_1

Lovers_1

Asfalto e rubino
Mi dilettavo a fare dentro e fuori, come entrare e uscire da un film, dove la realtà si sovrapponeva ad una immagine che non ero io, ma qualcosa che rifletteva fuori di me, come un rubino spento. Ciò mi faceva afferrare i sogni e, allo stesso tempo, radicare sempre più in un suolo che non era perfetto, ma era il mio, di tenero asfalto e rocce di basalto. (Elvira Fusto)

Tuffi_1

Tuffi_1

La nube
La nube che va e va, vede passare sotto di sé i campi aridi e gli alberi vuoti, le vasche spente, l’asfalto secco, i tetti incrinati, eppure avendo pietà non da conforto di pioggia; forse perché il vento, più forte di lei, la spinge senza tregua altrove.

Bambini_2

Quando il bambino era bambino 4

Quando il bambino era bambino, per nutrirsi gli bastavano pane e mela, ed è ancora così. Quando il bambino era bambino, le bacche gli cadevano in mano, come solo le bacche sanno cadere. Ed è ancora così. Le noci fresche gli raspavano la lingua, ed è ancora così.